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Trento, città della formazione e dello sviluppo innovativo

Le tesi fondamentali

Negli ultimi anni l'economia delle societa avanzate e cambiata profondamente. E anche il ruolo delle citta nell'economia e cambiato: le citta come luoghi dove la conoscenza si accumula, si riproduce, si scambia, diventa valore.
Questa linea strategica sostiene che parlare di sviluppo, di crescita, di benessere vuol dire, prima di tutto e soprattutto, parlare di conoscenza e di innovazione.
In un quadro complesso, come e quello di un Piano strategico, e probabilmente eccessivo parlare di priorita, cioe considerare alcuni obiettivi piu importanti di altri. Nonostante questo, e giusto dire che il tema della formazione e molto vicino al "cuore" del Piano strategico: prima di tutto perché (e significativo) sono numerose e autorevoli le proposte presentate da parte di soggetti terzi, a conferma del fatto che la formazione e considerata la vera, grande scommessa da vincere; poi perché questa consapevolezza non e espressa in maniera generica: tutte le proposte sono puntuali, precise, innovative; infine, perché ne viene fuori un quadro complessivo, un "sistema": la formazione (e la ricerca di qualita nella formazione) attraversa e "permea" tutti gli ordini e i gradi della scuola e la relazione con il lavoro. La città stessa diventa "città educativa".

Obiettivi

I due obiettivi nei quali si articola questa linea strategica riguardano la risorsa umana e lo sviluppo innovativo.

Primo obiettivo

Il primo obiettivo si suddivide in azioni che, nel loro insieme, cercano di dare una risposta convincente a una domanda di saperi e di competenze (e, percio, a una domanda di formazione) che viene espressa con iniziative anche molto originali da parte di numerosi attori della citta. Si puo vedere una citta che chiede conoscenza e produce conoscenza. Non solo: si vuole superare la frammentazione del quadro esistente e stabilire relazioni formali fra la domanda e l'offerta di formazione. Il ruolo che il Comune può giocare in questa partita si realizza soprattutto nel rapporto con le autonomie scolastiche, con i centri di formazione avanzata e di ricerca e nella capacita di mettere ordine in un territorio la cui organizzazione deve dare spazio adinsediamenti anche imprenditoriali per attivita ad elevato contenuto di conoscenza.

Secondo obiettivo

Il secondo obiettivo vuole dare impulso ad una economia di scambio, rafforzando le funzioni fieristiche, riorganizzando la programmazione commerciale, potenziando la ricettivita, sviluppando la politica societaria avviata in questi anni, puntando sul ruolo sempre maggiore che avra la logistica.