Il pensiero che sta dietro a questo asse strategico ci parla di una citta che riscopre e valorizza le proprie identita: una città di montagna, una citta con una storia di duemila anni alle spalle, la città con un'immagine rinascimentale che ospito il Concilio, una citta che vuole ritrovare una propria collocazione nella propria regione, in Europa e nel mondo.
I tre obiettivi sono dedicati rispettivamente alla montagna, alla cultura e al turismo, al dialogo fra culture e religioni e alle relazioni fra città.
Parlare di città di montagna, in un territorio di montagna, vuol dire ripensare Trento come città alpina e progettarla come piccola capitale della cultura della montagna. In termini concreti, vengono avanzate proposte che vanno dalla valorizzazione dei prodotti tipici al Filmfestival al rilancio del Monte Bondone.
Il tema della cultura (visto anche nei suoi rapporti con il turismo) tocca questioni che sono in primo piano nell'agenda politica di questo momento. Si parla di nuove realizzazioni (il Centro della Scienza, il museo archeologico), di vecchi progetti che trovano, finalmente, il modo per diventare realtà (l'Ecomuseo del Calisio, il parco del Doss Trento), della valorizzazione del centro storico, luogo di forte identità e di grande capacita di attrazione, dei "sistemi" della musica, degli spazi culturali, delle biblioteche, dei musei, del turismo culturale.
Terzo obiettivo
Ma Trento si ripensa anche come città del dialogo: fra le religioni, fra le culture, con le altre città nei contesti ai quali appartiene: quelli locali, quelli europei, quelli del mondo. Trento vuole, in primo luogo, rafforzare la propria collocazione e la propria appartenenza alla dimensione regionale ed europea, alle quali intende partecipare secondo logiche di rete, cioè di specializzazione e cooperazione. Ma vuole anche collocarsi in maniera consapevole e responsabile nelle scelte che una citta e i suoi cittadini possono e vogliono fare sentendosi parte di destini più vasti.