Secondo i dati del rapporto ISTAT sugli indicatori ambientali urbani, Trento nel 2007 risulta essere il capoluogo di provincia più eco-compatibile d’Italia, seguita da Bologna e Venezia.
La classifica realizzata dall’Istituto di ricerca prende in considerazione tutti i principali indicatori ambientali urbani (acqua, aria, energia, rifiuti, rumore, trasporti e verde) coinvolgendo gli Uffici di statistica dei 111 comuni capoluogo italiani, che fungono da tramite per raccogliere dati anche presso altri Organismi operanti sul territorio comunale.
Anche la classifica del 2006 vedeva al primo posto Trento, con un punteggio pari a 5,8: nel 2007 si è ottenuto un ulteriore miglioramento di 0,8 punti, per cui il punteggio nel 2007 è pari a 6,6. Seguono Bologna con 5,9 e Venezia con 5,7.
La raccolta differenziata è uno degli elementi che contribuiscono a rendere Trento una città virtuosa in campo ambientale: con il suo 50,5%, infatti, si pone all’undicesimo posto della classifica nazionale. In modo particolare si rilevano 1,3 kg per abitante di raccolta selettiva di pile esauste, accumulatori, farmaci, ecc., dato molto maggiore della media italiana (0,4 kg pro capite).
Trento, inoltre, si pone al quarto posto nella classifica che considera i chilometri quadrati di asfalto fonoassorbente posato per 10.000 chilometri quadrati di superficie comunale, con un valore pari a 11,1. Ai primi posti si trovano Bologna (39,5), Bari (14,6) e Genova (13,6). Questa misura viene utilizzata, assieme alle barriere antirumore, per mitigare i disturbi causati dall’eccessivo livello di inquinamento acustico, derivante, in ambito urbano, soprattutto dai trasporti.
A qualificare il capoluogo trentino sono anche l’attività svolta in relazione al contenimento del rumore, la densità di verde urbano e l’aver approvato appositi piani per il verde e per l'energia.
Un punto che costituisce una criticità per il nostro capoluogo è costituito dalle polveri sottili. Sebbene, a livello italiano, la qualità dell’aria sia generalmente migliorata, il numero di giorni di superamento del livello delle PM10 (particolato con diametro minore di 10 micron) è ancora doppio di quello consentito dalla normativa (pari a 35). La media italiana è pari a 71,4 giorni (con un decremento dell’11,3% rispetto all’anno prima), a Trento, nel 2007, sono stati rilevati 62 giorni di sforamento (in diminuzione dal 2006, anno in cui il dato era pari a 81).
Visualizza le prime e le utlime 10 città in classifica
Per maggiori approfondimenti è possibile consultare il seguente materiale:
Relazione breve (pdf)
Testo integrale della relazione (pdf)
Nota metodologica (pdf)
Tavole (zip)
scritto il 29-08-2008