Un tentativo di sistematizzare una riflessione sullo stato dell'arte della pianificazione strategica urbana in Italia e di formulare un bilancio provvisorio dell'esperienza concretamente maturata nella città di Trento.
Questa sezione intende ospitare anche altri contributi sui significati delle forme di pianificazione e sulle loro razionalità.
Confronti e problemi aperti per la pianificazione strategica in Italia.
In Italia il termine "pianificazione strategica" applicato al contesto del settore pubblico ha avuto una storia relativamente breve. Per almeno un decennio (1995-2005) ha rappresentato un oggetto di riflessione accademica piuttosto che delle pubbliche amministrazioni; per di più ha rappresentato un "concetto di importazione", mutuato liberamente da alcuni filoni di ricerca che in ambito internazionale non hanno mai mantenuto stabili punti di contatto - il public management (specialmente in USA, UK e in Europa centrale), lo spatial planning (in Olanda, Germania, UK), la governance urbana (in Francia, Olanda, USA) [...]
L’obiettivo di questo lavoro è quello di proporre suggerimenti per rafforzare, attraverso un approccio attento alle dinamiche di monitoraggio e di valutazione, la capacità di implementazione (cioè la probabilità di
successo) di un piano strategico. Si tratta, dunque, di capire – a partire
dalla “distillazione” di un caso esemplare ottenuto indagando e
sottoponendo a valutazione l’esperienza di una città del nord Italia (qui sempre indicata, per ragioni di riservatezza che permettono una maggiore libertà e serenità di giudizio, come ***) – quali siano gli elementi critici che condizionano, positivamente o negativamente, la capacità “prestazionale” di un piano strategico. L’attenzione è focalizzata sul
metodo: su come un piano strategico viene promosso, costruito,
implementato. E sul senso e la spendibilità della pianificazione strategica in quanto tale [...]
Un fantasma si aggira per l'Italia delle città: il fantasma della
pianificazione strategica. A partire dall'ultimo scorcio degli anni
Novanta, pratiche strategiche di pianificazione si sono accostate a modalità tradizionali di formazione delle politiche pubbliche. Alle prime esperienze pionieristiche ha fatto seguito quella che, oggi, appare un'epidemia destinata a saturare, in breve tempo, una nicchia: un'epidemia
che, nel passaggio da pratiche autenticamente (anche se talora
ingenuamente) creative a pratiche emulative, rischia di ridursi nella riproduzione seriale di un modello di cui siano state smarrite l'origine e la destinazione [...]